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La pubblicazione di questo lavoro, portato a termine nell’agosto del 2007, intende rendere partecipi, tutti voi frequentatori del blog   Casa Corpo – Noto Antica, dell’intero percorso di collaborazione e scambio, intercorso tra  la mia compagna,  il poeta Yves Bergeret e me.  Verba – Imagines costituisce il primo tassello dell’insieme di azioni svolte nell’ambito territoriale di Noto Antica. Questa esperienza, difficile ma esaltante, ha costituito il punto di partenza del percorso di apertura della parola e del segno, che le successive tappe (inizialmente non pianificate) stanno strutturando per il recupero della dignità culturale di questo sito fragile ma, carico di senso del rapporto tra uomo e ambiente.

Carlo Sapuppo                                                                                            

La publication de ce travail, mené à terme en août 2007, veut vous faire participer, vous tous qui fréquentez le blog Casa Corpo – Noto Antica, au parcours entier de collaboration et d’échange vécu par ma compagne, le poète Yves Bergeret et moi. Verba – Imagines constitue la première cheville de l’ensemble d’actions accomplies sur le territoire de Noto Antica. Cette expérience, difficile mais exaltante, a constitué le point de départ du parcours de la parole et du signe, que les étapes suivantes (initialement non planifiées) ont structuré pour remettre en vie la dignité culturelle de ce site fragile mais chargé de sens dans le rapport entre l’homme et son environnement.

Verba – Imagines
Presenza dell’altro / Présence de l’autre
Installazione di Yves Bergeret e Carlo Sapuppo

a cura di Giovanni Miraglia e Pia Scornavacca

Grotte sacre degli Heroa – Noto Antica
22 agosto 2007

24 tracce materiali (fil di ferro) di Carlo Sapuppo
22 poesie di Yves Bergeret
4 quadrittici e 2 libri di Yves Bergeret e Carlo Sapuppo

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Il luogo è fra i più belli ed appartati che sia possibile trovare in Sicilia, a Noto Antica, su un declivio che guarda all’altipiano di Cugno Vasco – ed al quale si accede attraverso balze punteggiate da carrubi, olivi, mandorli e tanta bella macchia mediterranea. Si tratta del luogo degli Heroa, grotte sacre d’epoca ellenistica dentro le quali un’antica civiltà ha scavato numerose nicchie votive. Qui, Yves Bergeret – poeta lettore di spazi francese – e Carlo Sapuppo – artista e didatta catanese – s’incontrano per tracciare un segno grafico e poetico che ricordi la presenza degli Antenati e che, nel contempo, si apra all’altro e si protenda al futuro. La prima grotta, più grande e in penombra, diventa dunque per loro una Bocca dalla funzione filosofica; ovvero “digerisce” lo spirito degli avi, inspirandolo ed espirandolo, anche. In questa grotta si apprende che “parlare mi radica sino alla fine del mondo”. E che le linee di fil di ferro di Sapuppo si lanciano verso il futuro, in virtù di quell’appartenenza a tutto il mondo. La seconda grotta, invece, rappresenta un Occhio (già per via della sua naturale luminosità); ossia uno sguardo di intelligenza verso l’altro e, in special modo, al migrante: sia che esso venga dal Maghreb, dalla Grecia o dal Vicino Oriente. “Mira lo straniero, la sua parola è d’oro”, scrive Bergeret. E le figure di Sapuppo qui sono, allora, “umanamente astratte”, a rappresentare l’altro e le cose che ricordano i suoi luoghi, con grazia gentilmente umana. Non trascurando di sottolineare, poi, come le stesse linee della calligrafia di Bergeret, particolarissime, siano altrettante frecce che guidano il lettore verso il bersaglio della comprensione della Presenza dell’altro.

Giovanni Miraglia

Le poesie di Yves Bergeret

Dal sorgere del sole al tramonto.

Dopo aver percorso 1,5 km di strada sterrata e un sentiero in forte pendio tra i sassi e i cardi del monte Alveria, dove si stende il vasto sacrario costituito dalle rovine della Noto pre barocca atterrata dall’evento sismico del 1963, Yves Bergeret ed io per tre giorni, dalle sei del mattino alle sette del pomeriggio, abbiamo condiviso lo spazio e l’aura della doppia grotta artificiale degli Heroa.

L’esperienza di questa piccola impresa, rimane per me un momento alto del mio agire di uomo-artista. Le ore trascorse insieme, spesso silenti, assorti l’uno nella scrittura, l’altro nella manipolazione di vecchi ferri, sono state il contenitore di una determinazione di scambio osmotico che deve, a mio avviso, costituire la “qualità” dell’incontro di esseri umani, soprattutto se provenienti da diverse culture, nella volontà di reciproco riconoscimento.

I miei più sentiti ringraziamenti vanno a :

Giovanni Miraglia, che ha concepito e determinato questo incontro;

Sylvie Lescuyer, squisita e sensibile interprete simultanea e traduttrice dei testi;

Pia Scornavacca, mia compagna di vita che, oltre al sostegno intellettuale, si è assunta gli impegnativi oneri logistici;

alla piccola comunità di amici che, accettando cinque giorni di vita spartana, con la loro presenza hanno reso significante il nostro lavoro.

L’istallazione è rimasta visibile per due settimane, e non ha comportato alcun danno o modifica al sito, tutto il materiale è stato rimosso.

Carlo Sapuppo